Storytelling | Avere diciassette anni e innamorarsi della voce di David Coverdale.

Whitesnake 2014
Whitesnake 2014

Mi ero promessa di non ascoltarli più. Una voce profonda quella di David Coverdale, così profonda da far riemergere i ricordi e farmi tornare diciassettenne nel giro di poche parole. Il primo amore, la prima sbronza, la prima volta che ascoltai in macchina di un amico, durante una gita, “Love ain’t no stranger“.

Appena diciottenne sognavo ad occhi aperti: immaginavo un futuro abito da sposa e la mia entrata in Comune (certo, non sono credente e mi è sempre piaciuta l’idea di una cerimonia in piccolo, non sfarzosa come in chiesa)  mentre con una mano tenevo il bouquet e l’altro braccio appoggiato a quello di mio padre. In sottofondo, non la classica “ta-ta-tata” (o come si chiama!), no, io immaginavo l’inizio del giorno più bello della mia vita con “Here I go again“.

Il primo video con la raccolta di foto e in sottofondo quella che era la nostra canzone “Is this Love“, cantata a squarcia gola in macchina, seguita da “Still of the night” mentre lui, mimava con le mani la solita strimpellata come se fosse integro della band e io con il pugno vicino alla bocca fingevo di tenere un microfono.

david coverdale

E dopo aver consumato “Whitesnake – 1987” e Forevermore” fingendo anche io di strimpellare (imitando più una scimmia buffa che un batterista), i Whitesnake faranno di nuovo tappa in Italia per un unico concerto che si terrà il 29 novembre 2015 all’Alcatraz di Milano.

La band, che non si vedeva bazzicare nel nostro paese dai tempi del Gods of Metal del 2011, torna a Milano in concerto anche per presentare “The Purple Album“, una dedica affettuosa nei confronti dei Deep Purple (gruppo in cui cantava David Coverdale) con rivisitazione di alcuni brani. Il nuovo album, uscito il 15 maggio 2015, ha raggiunto il mercato sotto forma di edizione standard, versione deluxe (con due bonus track, quattro video e un dietro le quinte in scaletta) e in formato doppio vinile.

Insomma, che ve lo dico a fare che il 29 novembre di quell’anno da diciassettenne, non solo mi preparavo per il mio primo appuntamento, ma anche per conoscere un pezzo della rock history degli anni ’70, quel pezzettino che volere o volare sarebbe rimasto, come cicatrice, nel mio cuore anche da adulta.

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