Perfetti Sconosciuti. O quasi.

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Se ci sono persone che lasciano cicatrici sulla nostra pelle, altre ci cambiano. Magari in meglio, magari in peggio, creando una sorta di muro davanti a noi. Non lo vogliamo ammettere ma si chiama “paura di amare”.

Siamo sicuri che vogliamo passare il resto della nostra vita con una certa persona? Quella a cui tiravi giù i castelli di sabbia al parco giochi all’ età di quattro anni, quella che tanto odiavi nell’età adolescenziale ma quella di cui ti sei perdutamente innamorata all’età di 17 anni. Quella persona a cui hai regalato un vaso enorme di rose rosse riposto davanti alla porta e lanciando palline di neve alla sua finestra. Quella con cui avevi arredato una casa dai muri viola, quando tu li volevi di un argento raffinato. Quella con cui condividevi un divano letto sempre aperto nel piccolo monolocale. Quella che ti ha dedicato la canzone d’amore più bella, nonostante lo scarso romanticismo. Quella persona che prima ti ha rubato il cuore e poi te l’ha congelato.

Innamorarsi d’inverno… Che fregatura.

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Ma ce ne facciamo mai una ragione? Come Lady Germanotta ci canta “Dammi un millione di ragioni per andarmene”, ma tesoro, ho bisogno di un solo buon motivo per rimanere.

Scappiamo, ci sentiamo fregati, affranti, incazzati, in colpa per degli errori che abbiamo fatto, non compresi. “Mi dava per scontata” puntando il dito contro un qualcuno che nonostante la sua pazienza nell’ascoltarci, non potrà mai comprendere il miscuglio di vuoto, rabbia, malinconia che teniamo e temiamo dentro noi. Quel dannato tempo che non cura le ferite ma che ci fa sprecare solo del mascara di Chanel (ecco, usate il waterproof donne, vi aiuterà), quel silenzio e finto menefreghismo chiuso in una stanza con il letto ad una piazza e mezza, quelle lacrime amare nascoste che scendono mentre siete seduti in macchina, parcheggiata sotto casa nell’attesa di chissà che cosa. L’attesa fa male, “il silenzio fa male… Me n’ero dimenticato” scrissi di tuo pugno in una lettera.

E poi… Ecco, che arriva il momento in cui attendiamo “baby, dammi solo un buon motivo per rimanere” ma è lì che in quel monolocale una lei lo abbraccia davanti la porta con le lacrime dicendogli di andare, un lui prepara per l’ennesima volta le valigie per lasciare quel viola che tutto sommato iniziava a piacergli; dall’altra parte del nostro piccolo mondo, quelle rose sono appassite e la neve si è sciolta e quel castello di sabbia è come se non fosse mai esistito o è crollato quando lei gli ha indicato la porta e lui l’ha chiusa. Ma lei, l’ha riaperta ed è corsa dietro di lui “senza di te, non sono io” ma lui se n’era già andato. Volevo darti anche solo un motivo per rimanere, ma anche lì non mi ero resa conto che anche io davo per scontato te.

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E a distanza di anni, tutte queste persone si sono ritrovate. Chi per una birra, chi si è sorriso, chi ha rubato un bacio, e chi si è ritrovato faccia a faccia, ma come dei perfetti sconosciuti.

Dentro di noi non riusciamo a dimenticare, ma come disse un’ amica “Sorridi e nessuno si accorgerà”. Sorridi, e rinizia da capo senza inciampare nei vecchi errori o nei veccchi amori.

 

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