Film | Kodachrome

Giovedì 30 Dicembre 2009. 

Parsons, Kansas. Centinaia di fotografi e migliaia di rullini sono arrivati in questo sperduto angolo della prateria americana non lontano dal confine con l’Oklahoma. Amatori e professionisti, in viaggio per raggiungere il Dwayne’s Photo, l’ultimo laboratorio fotografico al mondo dotato di un’apparecchiatura K-14 adatta allo sviluppo della pellicola Kodachrome. Nell’ultima settimana di dicembre, il parcheggio di Dwayne’s Photo diventò punto di ritrovo per camper e tende, (come la vigilia di un concerto dei Rolling Stones) in modo da non perdere la fila il giorno successivo e quindi, sviluppare gli ultimi rullini prima della chiusura definitiva.

«Kodachrome non è stata solo una pellicola, ma una vera icona di un’epoca: la prima pellicola a colori accessibile a tutti».

Fu anche grande fonte d’ispirazione per l’artista Paul Simon che la rese protagonista di un suo brano del 1973, intitolato proprio “Kodachrome”.

L’ultima fotografia scattata e stampata con Kodachrome è stata proprio davanti al negozio Dwayne’s Photo: ritrae Dwayne, il proprietario, e tutto il suo staff.

Da questo storia narrata all’interno del New York Times nasce l’idea del film “Kodachrome” diretto da Mark Raso.

Il film racconta la storia di Ben Ryder, noto fotografo, e di suo figlio Matt, produttore discografico in crisi con un passato pieno di rancore nei confronti del padre per averlo abbandonato in età adolescenziale. Dopo aver accolto la notizia del padre malato terminale, Matt viene pregato da Zooey, assistente e badante di Ben: “Tuo padre ha un unico desiderio prima di morire: portare dei vecchi rullini Kodachrome prima della chiusura definitiva del negozio di Dwayne. E vuole che lo accompagni tu.” Inizia così un’avventura a tratti malinconici e a tratti emozionanti, Matt alla guida, Zooey, Ben e la sua fedele Leica sempre pronta ad immortalare ogni singolo momento, come un diario di viaggio.

Nonostante il voto “medriocre” da parte della critica, consiglio il film “Kodachrome”  (oggi disponibile su Netflix) soprattutto agli appassionati di fotografia analogica. La storia inizialmente potrebbe risultare un po’ banale, ma alla fine ne rimarrete davvero emozionati.

 


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s